04 giugno 2017

Inaugurato il FabLab Sulcis: racconto sobrio di storie di successo


Ieri ho partecipato all'inaugurazione del FabLab Sulcis. È stata un'esperienza molto interessante, arricchita da un bel campionario di testimonianze di persone che hanno fatto qualcosa di significativo.
Queste storie avevano in comune alcune caratteristiche che provo a elencare qui di seguito: sono frutto di sani combattimenti tra coscienza e incoscienza e tra senso pratico e idealismo, sono tutte costruite con una buona dose di sacrificio, sono tutte basate su competenze, si sono tutte solidificate grazie agli insuccessi e tutte si sono rafforzate dai successi ottenuti.
Non una celebrazione autoreferenziale, dunque, come se ne vedono spesso, ma il racconto di storie normali.
Un racconto sobrio, non inquinato dalle mode, esposto con semplicità e senza quella retorica modernista tutta condita di miti gonfiati e di esaltazioni fuori luogo, che io non soppprto più.
Di questa retorica non si è vista neanche l'ombra, ieri a Cortoghiana. Ho apprezzato molto questa scelta, che denota serietà e onestà intellettuale.
Ho apprezzato molto i contenuti dell'inaugurazione, che ho avuto l'onore di introdurre e di moderare.
Si vede che dietro tutto questo c'è gente in gamba. Gente che ha voglia di fare e non cade nella tentazione di aspettare la manna dal cielo.
Interessante la riproduzione di una stanzette "di un ragazzo degli Anni Ottanta" con Commodore 64 funzionante e altre console: il primo embrione di un Museo del videogioco.
Mi sono piaciute molto le soluzioni di comunicazione visiva che sono state adottate per caratterizzare gli spazi di questo ex magazzino trasformato in officina creativa.
Fantastico il pianoforte ad acqua realizzato dalla quarta elementare dell'Istituto Ciusa di Carbonia. In questo breve video Romeo Scaccia prova il funzionamento di questo strano pianoforte:

video

Il coinvolgimento dei bambini è un ingrediente essenziale se si vuole radicare bene una realtà come questa. E se posso aggiungere un suggerimento direi che forse le altre persone da coinvolgere sono gli anziani, spesso ricchi di esperienze e competenze che possono rivelarsi molto utili nello scambio di saperi.

I miei migliori complimenti.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 4 giugno 2017




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